THE GHOST IN THE SHELL

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(2026 - Kôkaku Kidotai)
(serie d'animazione)

Regia di: Mokochan
Scritto da: Toh Enjoe
Opera originale di: Masamune Shirow

Prodotto da: Daichi Sasa, Hirokuni Taniguchi, Kengo Abe, Kohei Sakita
Produzione: Bandai Namco Filmworks, Dentsu Inc., Flying Dog, Kansai Telecasting Corporation, Kodansha, Production I.G, Science SARU
Animazioni: Science SARU
Edizione Italiana: Amazon Prime Video
Episodi: 10 da 22' - 1 stagione

USCITA ITALIANA: 7 LUGLIO 2026

Il franchise creato dal maestro Masamune Shirow ritorna sul piccolo schermo con una nuova serie prodotta con animazioni bidimensionali. Nuova veste e nuova visione della storia, questa volta orientata al passato del gruppo di cyborg d'elite protagonista delle avventure nate dalla fantasia del noto mangaka Giapponese.

Ambientato nell'anno 2029, protagonista è il cyborg Motoko Kusanagi che mira, insieme al suo amico Batou e tutto il suo gruppo di esseri umani potenziati, a creare un corpo militare specializzato capace di rispondere tempestivamente e sventare le nuove minacce tecnologiche del mondo interconnesso con le sue vaste reti informatiche. Nello stesso tempo Daisuke Aramaki del Ministero dell'Interno, pianifica la costituzione di un'organizzazione simile e recluta Kusanagi e i suoi. Insieme danno vita alla Sezione 9 della Pubblica Sicurezza, un'unità tattica operativa attiva contro i crimini informatici e terroristici. Durante le varie missioni si imbattono in un pericoloso hacker chiamato "Il Marionettista", un programma dalle grandissime capacità elaborative, un'intelligenza artificiale mai vista prima.

Science SARU pianifica un incursione quanto più originale possibile nel noto franchise sci-fi di Shirow. Un incursione che lascia nettamente il segno in quanto distante dalle precedenti produzioni, dalle linee guida drammatiche, nostalgiche, intense, per barattarle con umorismo e colori. Un cambiamento di cui prendere atto ma che non farà certamente felici gli estimatori del franchise animato. Un netto scostamento di cui non si sentiva il bisogno ma che evita alla produzione di dare vita all'ennesima copia dell'opera di Mamoru Oshii del 1995 e più vicina al manga originale. Una scelta che si accompagna anche a quella della direzione temporale, verso un passato poco conosciuto: i primi giorni della nascita della nuova unità capitanata da Motoko Kusanagi. Scelte che generano opinioni contrastanti sul risultato finale.

La scrittura fa il suo lavoro. I primi episodi sono auto-conclusivi ma poi si sviluppa la trama principale. Scene d'azione sono alternate a momenti più tranquilli e, generalmente, è presente meno politica rispetto alle trasposizioni precedenti. La rilettura dell'opera di Shirow porta gli autori della serie ad esserne più vicina, con quel tocco di ironia ed esuberanza, soprattutto dell'umanità del personaggio principale, rivisto in chiave più seria e silenziosa della versione concepita da Oshii, scelte che però hanno reso noto al grande pubblico quel cyborg dalle fattezze femminili e decretato il successo planetario all'opera. Il risultato riesce a divertire e sorprendere nella sua idea di fedeltà, garantendone l'originalità ma che spezza in due il gruppo di appassionati. Se i fedeli al manga originale ne potranno gioire, quelli legati alle produzioni cinematografici e televisive ne saranno confusi e generalmente poco contenti.

Un cambiamento che si avverte immediatamente, fin dalle prime scene, sottolineato anche da elementi stilistici ben netti, lontano dallo stile pulito e freddo conosciuto nei precedenti anime, che lascia il posto a colori sgargianti e tratti anche deformati che accentuano i momenti più umoristici. Le stesse scelte sono state fatte anche per le ambientazioni, non più buie e piovose ma solari. Il periodo storico è poi rappresentato più simile al nostro presente e meno ad un lontano futuro, con meno tecnologie, auto volanti e ambienti tetri, così da essere cronologicamente più vicino alla realtà conosciuta dagli spettatori. Un totale cambio di rotta che dà vita a toni narrativi differenti, con molti più dialoghi a differenza dei lunghi silenzi sottolineati dalle altre produzioni animate e non solo.

La differenza con l'opera magistrale di Oshii, il primo film Ghost in the Shell realizzato da Production I.G, studios coinvolti anche in questa produzione, è netta e disarmante. L'opinione su questa nuova serie da parte di chi ha apprezzato quell'opera non sarà mai positiva. Lo stesso mix di serietà e comicità non sembra ben fondersi ai temi più seri alla base della storia. I produttori avevano ben chiara questa possibilità. Questo precedente porta il franchise su due binari distinti, che separano gli estimatori dell'opera in due fazioni. A quelli che la potranno apprezzare, vicini al manga, si aggiungono inevitabilmente chi si avvicina al franchise per la prima volta.

Lo stesso "ghost" menzionato a partire dal titolo sembra meno centrale in queste storie rispetto agli altri adattamenti, e solo alla fine della prima stagione si cominciano ad intravedere gli elementi che hanno reso celebre l'opera in tutto il mondo.
L'opinione finale deve tenere dunque conto degli intenti produttivi e dell'impatto degli estimatori, ovvero più che sufficienti i primi ma pessimi per il secondo, essendo personalmente più vicino alle visioni di Oshii.

La prima stagione mette solo le premesse a questo nuovo ciclo. Occorre capire se e come si evolverà il progetto per un opinione più completa.